indietro back
espandi
aggiungi al carrello
add to cart
   
Andrea Camilleri
La pista di sabbia
 

L’incubo è la Cavalla della Notte: la fantasima sganasciante, con froge e zoccoli.

Abita la coscienza disfatta dal sonno, il buio accidioso degli istinti, la cecità delle tentazioni, il rodìo dei rimpianti e delle nostalgie nella costernazione per il tempo che si vorrebbe fermo e invece sopravanza e soverchia.

L’incubo è la qualità equina, l’astrazione che governa questo romanzo di amazzoni e di allevatori di cavalli purosangue, ambientato tra scuderie e maneggi, ippodromi e piste: tra corse clandestine e corse di beneficenza.

Un mondo nuovo sorprende e spiazza il commissario Montalbano.

Una società che strepita a vuoto, su quella linea logora che a stento separa un vestibolo di ignavi, di smidollati e di viziosi (aristocratici alcuni, ma per lo più imprenditori e uomini d’affari), dall’«inferno» della vecchia e della nuova mafia. Un «suon di man» echeggia, in questo vestibolo, come in quello dell’Inferno dantesco.

Ma se i «cattivi» di Dante erano «stimolati molto» da «mosconi» e «vespe», questi lunatici circensi spiaccicano sulle loro gote nugoli di moscerini.

Tutto ruota attorno alla carcassa rapita di un cavallo da corsa.

E a un cadavere trovato seminudo, con un proiettile in corpo, buttato al sole e ai cani.

Due romanzi si chiudono l’un dentro l’altro.
Le piste si intrecciano e si confondono.

Ciò che sembra chiaro al dritto, si rivela oscuro al rovescio. Montalbano cavalca un doppio incubo.

Monta dapprima sulla «cavaddra-fimmina».
E poi, maldestro, inforca un cavallo di bronzo: un ordigno metamorfico, che lo trabalza «con la faccia verso il culo della vestia», e lo porta su piste di sabbia, là dove le orme si sperdono e cancellano.

Montalbano è un aruspice annebbiato dai gabbamenti della memoria e dagli «incubi» dell’incipiente vecchiaia.
Avrebbe bisogno di un paio d’«occhiali».
Sente la bestia sotto di sé.
Ma forse è lui stesso un «cavallo» condotto da eventi che non sa decifrare.

Come la madonna Oretta di una novella del Decameron, il commissario scenderà infine dai «cavalli» di «duro trotto» e di andatura sbagliata (a barzelloni e traballoni).

Si ritroverà.

Tornerà ai consueti avvedimenti: trucchi, «sfunnapiedi», o «saltafossi».

E ancora una volta, senza ausilio d’occhiali, saprà ricomporre, leggere, e raccontarsi, una «bellissima» storia.  

Salvatore Silvano Nigro


isbn: 9788838922169
pagine: 266
formato: 12 x 17
lingua: Italiano
anno pubblicazione: 2007
euro 12.00
 
 recensioni
Hai letto questo libro? Scrivi la tua recensione.
 
  1 Euro  
  agr. Biodinamica  
  agr. Biologica  
  agricoltura  
  ANDROMEDA edizioni  
  annuari e marketing  
  bambini  
  casa e energie rinnovabili  
  cds - dvd - vhs  
  Centro Studi Assaggiatori  
  Civiltà Contadina  
  Corpo, mente, spirito  
  cucina  
  cucina naturale  
  equitazione  
  fumetti e grafica  
  giardinaggio  
  giochi e passatempi  
  Guide Naturalistiche  
  Itinerari e Percorsi  
  Le nez du vin  
  letteratura  
  Libri in lingua originale  
  Manualistica varia  
  musica  
  offerte speciali  
  Rarità - Rarity  
  Riviste  
  underground  
  Vini, bevande, distillati  
  Viticoltura ed Enologia  
  zootecnia, veterinaria, etologia